Fac simile istanza di annullamento in autotutela (Agenzia delle Entrate e Comune)

L’istanza di autotutela è la richiesta con cui il contribuente chiede all’ufficio che ha emesso un atto (Agenzia delle Entrate, Comune o altro ente impositore) di annullarlo o correggerlo perché palesemente sbagliato: errore di persona, doppia imposizione, pagamento già eseguito, errore di calcolo. Non sospende i termini per il ricorso: se l’ufficio non risponde o respinge l’istanza, l’atto non impugnato diventa definitivo, per cui nei casi dubbi conviene presentare comunque ricorso, che per gli atti tributari va proposto di regola entro 60 giorni dalla notifica.

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È lo strumento più rapido e gratuito contro gli errori evidenti: la cartella per un’imposta già pagata, l’avviso IMU per un immobile venduto, l’accertamento intestato a un omonimo. Si presenta all’ufficio che ha emesso l’atto, non all’agente della riscossione, allegando le prove.

Con la riforma dello Statuto del contribuente del 2023–2024 l’autotutela è diventata obbligatoria per l’ufficio in alcuni casi di errore manifesto, e in quei casi il rifiuto si può impugnare davanti al giudice tributario; negli altri casi resta facoltativa. Le regole sono tecniche: se l’importo è rilevante, fatti assistere da un professionista.

Quando serve questo documento

  • Cartella o avviso per un’imposta o un tributo già pagato.
  • Atto intestato alla persona sbagliata, ad esempio a un omonimo.
  • Avviso IMU per un immobile già venduto o TARI per un’utenza già cessata.
  • Doppia richiesta per lo stesso tributo e lo stesso periodo.
  • Errore evidente di calcolo, di aliquota o di superficie.

Cosa deve contenere

  • Dati del contribuente e codice fiscale.
  • Ufficio destinatario: quello che ha emesso l’atto.
  • Estremi dell’atto: tipo, numero, data e data di notifica.
  • Descrizione precisa dell’errore.
  • Prove allegate (quietanze F24, atto di vendita, visure, certificati).
  • Richiesta di annullamento o rettifica e di sgravio.
  • Recapito per la risposta, preferibilmente PEC.

Fac simile pronto da copiare

ISTANZA DI ANNULLAMENTO [O DI RETTIFICA] IN AUTOTUTELA

[Per un atto dell’Agenzia delle Entrate:] All’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale di [PROVINCIA], Ufficio [NOME], [INDIRIZZO / PEC]

[Per un tributo comunale:] Al Comune di [COMUNE] – Ufficio Tributi, [INDIRIZZO / PEC]

[Per conoscenza, se l’atto è una cartella: Agenzia delle Entrate-Riscossione, INDIRIZZO / PEC]

Oggetto: istanza di annullamento in autotutela – [avviso di accertamento / avviso di pagamento / cartella di pagamento] n. [NUMERO] del [DATA], notificato il [DATA DI NOTIFICA].

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO], telefono [NUMERO], PEC [INDIRIZZO], [in proprio / in qualità di legale rappresentante di RAGIONE SOCIALE, codice fiscale NUMERO],

PREMESSO

che in data [DATA] gli/le è stato notificato l’atto sopra indicato, con cui si richiede il pagamento di euro [IMPORTO] a titolo di [TRIBUTO, ad esempio: IMU anno ANNO / TARI anno ANNO / IRPEF anno ANNO], oltre a sanzioni e interessi;

RILEVATO

che l’atto è palesemente errato per il seguente motivo: [SCEGLIERE E DESCRIVERE: a) errore di persona: il sottoscritto non è il soggetto obbligato, come risulta da DOCUMENTO; b) doppia imposizione: il medesimo tributo per lo stesso periodo è già stato richiesto con l’atto n. NUMERO; c) pagamento già eseguito: l’importo è stato versato il DATA con modello F24, di cui si allega la quietanza; d) errore di calcolo o sui dati: DESCRIZIONE, ad esempio: la superficie indicata è di NUMERO mq anziché NUMERO mq risultanti dalla planimetria catastale; e) immobile non più posseduto: venduto con atto del notaio NOME del DATA];

CHIEDE

l’annullamento [totale / parziale] in autotutela dell’atto indicato [oppure: la rettifica dell’importo dovuto in euro IMPORTO], con il conseguente sgravio delle somme non dovute e la comunicazione del provvedimento all’agente della riscossione, se le somme sono già state affidate per la riscossione; chiede inoltre che la decisione sia comunicata all’indirizzo PEC sopra indicato.

Il sottoscritto dichiara di essere consapevole che la presente istanza non sospende i termini per proporre ricorso e si riserva ogni ulteriore tutela nelle sedi competenti.

Dichiara di essere informato/a che i dati personali saranno trattati ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 per la gestione dell’istanza.

[LUOGO], [DATA]

Il/La contribuente ______________________________
Allegati: copia dell’atto contestato; copia del documento d’identità; [quietanze di pagamento F24; atto di vendita; visura o planimetria catastale; altri documenti che provano l’errore].

Riferimento normativo: Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente), come modificata dalla riforma del 2023–2024; regolamento comunale delle entrate per i tributi locali.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Leggi l’atto e annota la data di notifica: da lì partono i termini del ricorso.
  2. Individua l’ufficio che l’ha emesso (Agenzia delle Entrate, Comune, altro ente) e scrivi a quello.
  3. Descrivi l’errore in poche righe precise e allega le prove.
  4. Invia l’istanza via PEC, con i servizi online dell’ente o al protocollo, e conserva la ricevuta.
  5. Segna sul calendario la scadenza del ricorso: se la risposta non arriva in tempo, valuta con un professionista il ricorso alla Corte di giustizia tributaria.

Errori che creano problemi dopo

  • Presentare l’istanza e lasciar scadere i termini del ricorso aspettando la risposta.
  • Rivolgersi solo all’agente della riscossione quando l’errore riguarda il tributo: decide l’ente che ha emesso l’atto.
  • Non allegare le prove, come le quietanze di pagamento.
  • Usare l’autotutela per contestazioni complesse di merito, che richiedono un ricorso.

Per completare il documento

Domande frequenti

L’istanza di autotutela sospende i termini per il ricorso?

No. I termini per impugnare l’atto continuano a decorrere; se l’ufficio non risponde o respinge l’istanza prima della scadenza, conviene presentare comunque ricorso. Per fermare la riscossione nel frattempo si può chiedere la sospensione all’ufficio o, con il ricorso, al giudice.

L’autotutela si può chiedere anche per una cartella di pagamento?

Sì, ma va rivolta all’ente che ha affidato il credito (ad esempio l’Agenzia delle Entrate, il Comune o l’INPS), perché l’agente della riscossione si limita a riscuotere. Per alcuni casi, come il pagamento già eseguito, la legge consente anche di chiedere all’agente della riscossione la sospensione della riscossione con una dichiarazione da presentare entro termini brevi dalla notifica.

Cosa posso fare se l’autotutela viene respinta?

Dopo la riforma dello Statuto del contribuente, nei casi in cui l’autotutela è obbligatoria il rifiuto può essere impugnato davanti al giudice tributario; negli altri casi la tutela passa soprattutto dal ricorso contro l’atto, da proporre nei termini. Fatti consigliare da un professionista sulla strada migliore.

Serve un avvocato per l’istanza di autotutela?

No, il contribuente può presentarla direttamente. Per il ricorso al giudice tributario, invece, oltre un certo valore della lite serve l’assistenza di un difensore abilitato.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.