Fac simile autocertificazione di esistenza in vita

L’autocertificazione di esistenza in vita è la dichiarazione sostitutiva con cui attesti di essere in vita alla data della firma, al posto del certificato del comune, come prevede l’art. 46 del DPR 445/2000. Gli uffici pubblici possono verificare il dato da soli sull’anagrafe nazionale (ANPR), mentre assicurazioni, fondi pensione e banche possono accettarla ma non sono obbligati; per le pensioni INPS pagate all’estero la verifica segue una procedura propria e la semplice autocertificazione di solito non basta.

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La chiedono soprattutto i soggetti che pagano una somma periodica finché il beneficiario è in vita: compagnie che liquidano rendite vitalizie, fondi pensione complementari, casse di previdenza, chi deve un vitalizio previsto da un contratto. La dichiarazione è personale e va firmata dall’interessato con la data del giorno.

Chi riceve la pensione INPS all’estero dimostra di essere in vita con la verifica periodica organizzata dalla banca incaricata dei pagamenti, di norma con un modulo firmato davanti a un testimone qualificato come il consolato o un’autorità locale: segui le istruzioni che ricevi e non inviare un’autocertificazione al loro posto.

Quando serve questo documento

  • Rendite vitalizie e polizze che pagano finché l’assicurato è in vita.
  • Fondi pensione complementari e casse di previdenza che chiedono una conferma periodica.
  • Contratti di vitalizio o di rendita tra privati.
  • Banche e altri soggetti privati che la accettano al posto del certificato.

Cosa deve contenere

  • Nome, cognome, luogo e data di nascita e codice fiscale.
  • Residenza attuale, anche se all’estero.
  • Dichiarazione di essere in vita alla data della firma.
  • Numero della polizza, della posizione o della pratica a cui si riferisce.
  • Richiamo alle sanzioni dell’art. 76 del DPR 445/2000.
  • Data, firma autografa e copia del documento d’identità.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI ESISTENZA IN VITA (art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)

Spett.le [DENOMINAZIONE DELL’ENTE, DELLA COMPAGNIA O DEL FONDO], [INDIRIZZO]

Riferimento: [NUMERO DI POLIZZA / POSIZIONE / PRATICA]

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] ([PROVINCIA O STATO]) il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] ([PROVINCIA O STATO]) in [INDIRIZZO],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici conseguiti sulla base di dichiarazioni non veritiere prevista dall’art. 75,

DICHIARA

di essere in vita alla data di sottoscrizione della presente dichiarazione;

di essere titolare della [rendita / prestazione / posizione] n. [NUMERO] e di voler continuare a ricevere i pagamenti [sul conto IBAN IBAN intestato al/alla sottoscritto/a / con le modalità già in essere];

di impegnarsi a comunicare tempestivamente ogni variazione di residenza o di recapito.

Dichiara di essere informato/a, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, che i dati raccolti saranno trattati esclusivamente per il procedimento per il quale la dichiarazione è resa.

[LUOGO], [DATA]

La presente dichiarazione non necessita di autenticazione della firma ed è esente da imposta di bollo.

Il/La dichiarante ______________________________
Allegato: copia di un documento d’identità in corso di validità.

Riferimento normativo: D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 46, comma 1, lett. g); artt. 43, 75 e 76.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Controlla nella richiesta dell’ente se accetta l’autocertificazione o vuole il certificato del comune o un proprio modulo.
  2. Indica il numero di polizza, di posizione o di pratica, così la dichiarazione arriva al fascicolo giusto.
  3. Firma di persona e scrivi la data del giorno: una dichiarazione firmata settimane prima perde significato.
  4. Allega la copia di un documento d’identità valido e invia con il canale indicato dall’ente.
  5. Se vivi all’estero e ricevi una pensione INPS, usa il modulo della verifica periodica e fallo convalidare come indicato.

Errori che creano problemi dopo

  • Farla firmare a un familiare al posto dell’interessato: la dichiarazione è personale.
  • Inviarla con una data vecchia o senza data: l’ente non sa a quando si riferisce.
  • Usarla al posto della procedura prevista per le pensioni pagate all’estero, rischiando la sospensione dei pagamenti.
  • Pensare che un’assicurazione o una banca debbano accettarla per forza: come privati possono chiedere il certificato.

Per completare il documento

Domande frequenti

Chi riceve la pensione in Italia deve dimostrare di essere in vita?

Di regola no: l’INPS riceve dai comuni, tramite l’anagrafe, le comunicazioni dei decessi. La verifica periodica riguarda soprattutto chi riscuote la pensione all’estero e alcuni enti o fondi privati.

Se la persona non può firmare perché malata?

Il DPR 445/2000 prevede che, in caso di impedimento temporaneo per motivi di salute, la dichiarazione possa essere resa dal coniuge o, in mancanza, dai figli o da altri parenti, davanti a un pubblico ufficiale e con l’indicazione dell’impedimento. Con un soggetto privato conviene chiedere prima quale documento accetta.

Dove si chiede il certificato di esistenza in vita?

All’ufficio anagrafe del comune di residenza oppure online dal portale ANPR con SPID o CIE. Per chi vive all’estero ed è iscritto all’AIRE, di norma provvede il consolato competente.

Quanto vale l’autocertificazione di esistenza in vita?

Attesta che eri in vita il giorno in cui l’hai firmata. Il certificato del comune vale sei mesi e l’autocertificazione ha la stessa validità, ma molti enti chiedono una dichiarazione recente o una conferma ogni anno.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.