Fac simile dichiarazione sostitutiva per bonifico errato (non parlante)

Se per lavori con detrazione fiscale hai pagato con un bonifico ordinario o compilato in modo errato, l’Agenzia delle Entrate (circolare 43/E del 2016) consente di non perdere il bonus se il fornitore rilascia una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui attesta di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa per la determinazione del reddito. La dichiarazione va conservata con le fatture e mostrata al CAF o in caso di controllo.

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Il bonifico «parlante» deve indicare la norma agevolativa, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA di chi riceve il pagamento. Quando la banca non applica la ritenuta perché la causale è sbagliata, la detrazione è a rischio: questa dichiarazione è la soluzione riconosciuta dall’Agenzia.

La firma il legale rappresentante o il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori; il cliente la conserva.

Quando serve questo documento

  • Bonifico ordinario usato al posto del bonifico parlante per lavori agevolati.
  • Causale incompleta o riferita alla norma sbagliata.
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione mancante o errato.
  • Richiesta del CAF o del commercialista in fase di dichiarazione dei redditi.

Cosa deve contenere

  • Dati dell’impresa e del suo legale rappresentante.
  • Dati del cliente che detrae e dell’immobile.
  • Elenco dei pagamenti con data, importo e fattura collegata.
  • Dichiarazione che le somme sono state incluse nella contabilità dell’impresa.
  • Firma del legale rappresentante e copia del documento.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ (art. 47 D.P.R. 445/2000) – PAGAMENTI RICEVUTI CON BONIFICO NON CONFORME

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], in qualità di [titolare / legale rappresentante] dell’impresa [RAGIONE SOCIALE], con sede in [INDIRIZZO], partita IVA [PARTITA IVA],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci,

DICHIARA

che l’impresa ha eseguito lavori di [DESCRIZIONE: ad esempio ristrutturazione del bagno / sostituzione degli infissi] presso l’immobile sito in [INDIRIZZO], per conto di [NOME E COGNOME DEL CLIENTE], codice fiscale [CODICE FISCALE];

che l’impresa ha ricevuto dal cliente i seguenti pagamenti, effettuati con bonifico non conforme ai requisiti richiesti per le detrazioni fiscali: [DATA – IMPORTO – FATTURA N. NUMERO DEL DATA, per ciascun pagamento];

che le somme sopra indicate sono state regolarmente incassate e incluse nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito d’impresa.

Dichiara di essere informato/a, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, che i dati sono trattati esclusivamente per gli adempimenti fiscali connessi.

[LUOGO], [DATA]

Il legale rappresentante [NOME E COGNOME] ______________________________
Timbro dell’impresa
Allegato: copia del documento d’identità del dichiarante.

Riferimento normativo: D.P.R. 445/2000, art. 47; Agenzia delle Entrate, circolare n. 43/E del 2016.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Recupera le ricevute dei bonifici e le fatture corrispondenti.
  2. Chiedi all’impresa di compilare e firmare la dichiarazione con i pagamenti elencati uno per uno.
  3. Controlla che importi e date coincidano con fatture ed estratti conto.
  4. Conserva la dichiarazione con fatture, bonifici e documenti dei lavori.
  5. Per i pagamenti futuri usa il bonifico parlante con la causale corretta.

Errori che creano problemi dopo

  • Firmare la dichiarazione come cliente: deve farla l’impresa che ha ricevuto il pagamento.
  • Pagare in contanti: in quel caso la dichiarazione non salva la detrazione.
  • Non collegare ogni pagamento alla fattura, rendendo la dichiarazione inutile in caso di controllo.

Per completare il documento

Domande frequenti

Ho sbagliato il bonifico per i lavori: perdo la detrazione?

Non necessariamente. Se l’impresa rilascia la dichiarazione sostitutiva prevista dalla circolare 43/E/2016, la detrazione è salva. In alternativa, quando possibile, si può chiedere alla banca di annullare e ripetere il bonifico.

La dichiarazione deve essere autenticata?

No, basta la firma del legale rappresentante con la copia del documento d’identità.

Vale per tutti i bonus edilizi?

La soluzione indicata dall’Agenzia riguarda le detrazioni per le quali è obbligatorio il bonifico parlante. Per casi particolari, come i bonus con opzioni o regole speciali, verifica con il CAF o il commercialista.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.