Fac simile dichiarazione di assenso del proprietario dell’immobile

La dichiarazione di assenso del proprietario è il documento con cui chi possiede un immobile consente a un’altra persona, che non è proprietaria né ha un contratto registrato, di prendervi la residenza, di intestarsi le utenze, di eseguire lavori o di stabilirvi la sede di un’impresa. Serve perché l’art. 5 del decreto legge 47/2014 vieta residenza e allacciamenti ai servizi pubblici a chi occupa un immobile senza titolo, e anagrafe e gestori chiedono di dimostrare a che titolo si abita. L’assenso non crea un contratto di affitto: per questo conviene indicare anche a che titolo la persona occupa l’immobile e fino a quando.

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Il caso più frequente è il cambio di residenza di chi vive in casa d’altri: il figlio nella casa intestata a un solo genitore, il compagno che si trasferisce dal partner, l’amico ospite, il familiare in un appartamento avuto in uso senza contratto scritto. Nella dichiarazione di residenza va indicato il titolo con cui si occupa l’abitazione, e molti Comuni chiedono di allegare l’assenso firmato dal proprietario con la copia del suo documento; l’ufficiale d’anagrafe ha poi quarantacinque giorni per gli accertamenti.

Il modello è unico ma a scelta multipla: spunta solo le voci che servono (residenza, utenze, lavori, sede) e cancella le altre, perché un assenso più ampio del necessario si ritorce contro il proprietario. Se l’ospite è un cittadino extracomunitario, l’ospitalità va comunicata anche all’autorità di pubblica sicurezza entro quarantotto ore con la comunicazione di ospitalità, che è un adempimento diverso da questo. Se i proprietari sono più di uno, fai firmare tutti i comproprietari.

Quando serve questo documento

  • Cambio di residenza in un’abitazione di cui non sei proprietario né inquilino con contratto registrato.
  • Attivazione o voltura di luce, gas o acqua a nome di chi abita nell’immobile.
  • Lavori o modifiche che l’inquilino o il comodatario vuole eseguire a proprie spese.
  • Sede legale o operativa di un’impresa in un immobile di proprietà di un’altra persona.

Cosa deve contenere

  • Dati anagrafici e codice fiscale del proprietario, o dei comproprietari.
  • Indirizzo e dati catastali dell’immobile.
  • Dati della persona o della società autorizzata.
  • Oggetto preciso dell’assenso: residenza, utenze, lavori o sede.
  • Titolo con cui la persona occupa l’immobile: ospitalità, comodato, locazione.
  • Durata o revocabilità dell’assenso.
  • Firma del proprietario e copia del suo documento d’identità.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE DI ASSENSO DEL PROPRIETARIO (artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000)

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO],

consapevole delle sanzioni penali dell’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici dell’art. 75,

DICHIARA

di essere [PROPRIETARIO / COMPROPRIETARIO / USUFRUTTUARIO] dell’immobile in [COMUNE], [VIA E NUMERO CIVICO], interno [INTERNO], foglio [FOGLIO], particella [PARTICELLA], subalterno [SUBALTERNO];

che nell’immobile abita, a titolo di [OSPITALITÀ GRATUITA / COMODATO / LOCAZIONE], [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], con i familiari [NOMI E CODICI FISCALI];

ACCONSENTE

□ al trasferimento nell’immobile della residenza anagrafica delle persone indicate;

□ alla voltura o attivazione a nome di [NOME E COGNOME] delle utenze di [LUCE / GAS / ACQUA / INTERNET];

□ all’esecuzione, a cura e spese di [NOME E COGNOME], dei lavori di [DESCRIZIONE], con le autorizzazioni necessarie e senza rimborso;

□ alla fissazione nell’immobile della [SEDE LEGALE / SEDE OPERATIVA] di [RAGIONE SOCIALE E CODICE FISCALE].

L’assenso vale [FINO AL DATA / FINO A REVOCA SCRITTA] e non costituisce contratto di locazione.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Il/La proprietario/a ______________________________
Comproprietario/a: [NOME E COGNOME] ______________________________
Allegato: documento d’identità di ciascun firmatario.

Riferimento normativo: D.P.R. 445/2000, artt. 38, 46 e 47; art. 5 D.L. 28 marzo 2014, n. 47 (niente residenza né allacciamenti a chi occupa senza titolo); D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 (regolamento anagrafico).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Chiedi all’ufficio anagrafe o al gestore delle utenze se ha un proprio modulo: in quel caso usalo e tieni questo come traccia.
  2. Spunta solo le voci necessarie e cancella le altre, per non dare un assenso più ampio di quello che vuoi.
  3. Riporta i dati catastali dalla visura o dall’atto di provenienza, senza approssimazioni.
  4. Indica il titolo con cui la persona abita l’immobile e, se vuoi, una scadenza o la revocabilità.
  5. Firma, fai firmare gli eventuali comproprietari e allega la copia dei documenti d’identità di tutti.

Errori che creano problemi dopo

  • Considerare l’assenso alla residenza un contratto di affitto: non lo è, ma senza titolo e durata sarà più difficile chiarire in seguito a che titolo la persona abita l’immobile.
  • Dare un assenso generico «per ogni uso»: limitalo a ciò che serve davvero.
  • Far firmare solo uno dei comproprietari quando gli altri non sono d’accordo.
  • Autorizzare lavori senza descriverli: in caso di danni o di migliorie non si sa cosa era stato consentito.

Per completare il documento

Domande frequenti

Il proprietario deve dare l’assenso alla residenza dell’inquilino?

Se l’inquilino ha un contratto di locazione registrato, il titolo c’è già e l’assenso non serve: la residenza segue il luogo in cui si abita abitualmente. L’assenso serve a chi abita nell’immobile senza un contratto registrato, come un ospite o un familiare.

Perché il Comune chiede la dichiarazione del proprietario?

Perché l’art. 5 del decreto legge 47/2014 vieta di concedere la residenza e gli allacciamenti ai servizi pubblici a chi occupa un immobile senza titolo, e gli atti emessi in violazione sono nulli. L’assenso del proprietario dimostra che la persona vi abita legittimamente.

Serve anche se l’immobile è in comodato verbale?

Sì: il comodato verbale è valido ma non lascia tracce, quindi anagrafe e gestori chiedono la dichiarazione del proprietario per avere un titolo scritto. Se invece il comodato è stato registrato all’Agenzia delle Entrate, basta la copia del contratto registrato.

Serve la firma autenticata?

No, se la dichiarazione è presentata a una pubblica amministrazione o a un gestore di pubblico servizio: basta allegare la copia del documento d’identità di chi firma. Un privato, come un notaio o una banca, può chiedere di più.

Posso revocare l’assenso?

Sì, con una comunicazione scritta. La revoca però non cancella da sola la residenza di chi abita ancora nell’immobile: per liberarlo servono gli strumenti previsti per il titolo con cui la persona lo occupa, come la disdetta o la cessazione del comodato.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.