Fac simile dichiarazione di rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è l’atto con cui il chiamato dichiara di non voler diventare erede, così da non rispondere dei debiti del defunto: per l’art. 519 del Codice civile deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione e iscritta nel registro delle successioni, altrimenti non vale. Una scrittura privata non basta: questa pagina prepara il testo della dichiarazione, con i dati del defunto, il titolo della chiamata e l’attestazione di non aver accettato, da rendere di persona davanti al pubblico ufficiale.

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Si rinuncia soprattutto per i debiti: il genitore con cartelle esattoriali, il fratello con un mutuo e una casa che vale meno, la società fallita. Chi è chiamato all’eredità ha dieci anni per decidere, ma chi è nel possesso dei beni, perché vive nella casa del defunto, deve fare l’inventario entro tre mesi e dichiarare entro i quaranta giorni successivi, altrimenti diventa erede puro e semplice. La rinuncia costa poco ma non è gratuita: in cancelleria si pagano imposta di registro in misura fissa, marca da bollo e diritti; dal notaio anche l’onorario.

La rinuncia è un atto formale e definitivo nei contenuti: non può essere parziale, sottoposta a condizione o a termine, e ha effetto retroattivo, come se il rinunciante non fosse mai stato chiamato. La sua quota va agli altri chiamati o, se rinuncia un figlio o un fratello del defunto, ai suoi discendenti per rappresentazione: per questo spesso devono rinunciare anche i nipoti, e per i minori serve prima l’autorizzazione del giudice tutelare. Chi ha rinunciato può ancora accettare finché il diritto non è prescritto e l’eredità non è stata acquistata da altri.

Quando serve questo documento

  • Il defunto lascia debiti, cartelle esattoriali o garanzie superiori ai beni.
  • Si vuole far passare la propria quota ai figli o agli altri eredi senza donazioni.
  • L’erede è un minore o un incapace e i genitori rinunciano con l’autorizzazione del giudice tutelare.
  • Chiamata per rappresentazione dopo la rinuncia del genitore.

Cosa deve contenere

  • Dati del rinunciante e, per un minore o un incapace, gli estremi dell’autorizzazione del giudice tutelare.
  • Dati del defunto: nascita, codice fiscale, data e luogo del decesso, ultima residenza, che fissa il tribunale.
  • Titolo della chiamata: per legge con la parentela, o per testamento con gli estremi della pubblicazione.
  • Dichiarazione di non aver accettato, nemmeno tacitamente, e di non possedere beni ereditari, o di aver fatto l’inventario.
  • Rinuncia pura e semplice, senza condizioni né termini, e richiesta di iscrizione nel registro delle successioni.
  • Luogo, data, firma davanti al pubblico ufficiale e allegati.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE DI RINUNCIA ALL’EREDITÀ (art. 519 del Codice civile)

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO], documento [TIPO E NUMERO], [in proprio / quale esercente la responsabilità genitoriale sul minore NOME E COGNOME, nato a LUOGO il DATA, codice fiscale CODICE FISCALE, autorizzato dal Giudice tutelare di CITTÀ con decreto del DATA],

premesso che in data [DATA DEL DECESSO] è deceduto/a in [LUOGO] [NOME E COGNOME DEL DEFUNTO], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], con ultima residenza in [COMUNE], [INDIRIZZO]; che il/la sottoscritto/a è chiamato/a all’eredità [per legge, in qualità di FIGLIO/A, CONIUGE, FRATELLO O SORELLA / per rappresentazione del genitore NOME, che ha rinunciato il DATA / in forza del testamento OLOGRAFO O PUBBLICO del DATA, pubblicato dal notaio NOME il DATA]; che non ha accettato l’eredità né espressamente né tacitamente [e non si trova nel possesso di beni ereditari / e, trovandosi nel possesso di beni ereditari, ha redatto l’inventario in data DATA],

DICHIARA

di rinunciare puramente e semplicemente all’eredità di [NOME E COGNOME DEL DEFUNTO], senza condizioni né termini, con effetto dalla data odierna, e chiede che la presente dichiarazione sia ricevuta e iscritta nel registro delle successioni presso il Tribunale di [CITTÀ];

di essere consapevole che la rinuncia ha effetto retroattivo, che la quota si devolve agli altri chiamati o ai propri discendenti per rappresentazione, e che le dichiarazioni rese comportano responsabilità penale in caso di falsità;

di chiedere il rilascio di copia della dichiarazione per gli usi consentiti.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Testo predisposto per la dichiarazione da rendere di persona davanti al notaio o al cancelliere, che redige il verbale e cura l’iscrizione nel registro delle successioni.

Il/La rinunciante ______________________________
Allegati: documento d’identità e codice fiscale del rinunciante e del defunto; certificato di morte; [copia del testamento pubblicato]; [autorizzazione del Giudice tutelare].

Riferimento normativo: Art. 519 del Codice civile (dichiarazione di rinunzia ricevuta da notaio o cancelliere); artt. 480 e 485 c.c. (termine per accettare, inventario di chi è nel possesso dei beni); art. 320 c.c. (autorizzazione del giudice tutelare per i minori).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Verifica il tribunale competente: quello del circondario dell’ultima residenza del defunto; in alternativa qualsiasi notaio.
  2. Controlla di non aver già accettato tacitamente: prelievi dai conti, vendite di beni o volture a tuo nome valgono come accettazione.
  3. Se sei nel possesso dei beni, fai l’inventario entro tre mesi dal decesso e dichiara entro i quaranta giorni successivi.
  4. Per minori e incapaci chiedi prima al giudice tutelare l’autorizzazione con ricorso, allegando il motivo della rinuncia.
  5. Prenota in cancelleria o dal notaio con documento, codici fiscali tuo e del defunto, certificato di morte ed eventuale testamento; paga imposta di registro, bollo e diritti.

Errori che creano problemi dopo

  • Firmare una rinuncia su carta semplice o inviarla per PEC: senza notaio o cancelliere non esiste.
  • Rinunciare dopo aver venduto un bene o prelevato dal conto del defunto: l’accettazione tacita rende la rinuncia inutile.
  • Rinunciare da soli dimenticando i figli minorenni: la quota passa a loro per rappresentazione e i creditori busseranno a loro.

Per completare il documento

Domande frequenti

Quanto tempo ho per rinunciare all’eredità?

Dieci anni dall’apertura della successione, che è il termine per accettare. Se però sei nel possesso dei beni ereditari devi fare l’inventario entro tre mesi dal decesso e decidere entro i quaranta giorni successivi, altrimenti sei considerato erede puro e semplice; chiunque abbia interesse può anche chiedere al giudice di fissarti un termine più breve.

Quanto costa la rinuncia all’eredità?

In cancelleria si pagano l’imposta di registro in misura fissa, una marca da bollo e i diritti di copia; dal notaio si aggiunge l’onorario, ma si evita la coda e si può fare anche fuori dal circondario del defunto. Gli importi esatti li indica la cancelleria o lo studio al momento dell’appuntamento.

Chi rinuncia deve pagare i debiti del defunto?

No: il rinunciante è considerato come mai chiamato e i creditori dell’eredità non possono rivolgersi a lui. Restano a suo carico i debiti che aveva in proprio; i suoi creditori personali possono farsi autorizzare dal giudice ad accettare al suo posto entro cinque anni.

Posso rinunciare per i miei figli minorenni?

Sì, ma prima serve l’autorizzazione del giudice tutelare del luogo di residenza del minore, chiesta con ricorso dai genitori; senza, la dichiarazione è inefficace. Il giudice valuta se la rinuncia conviene al minore: con un’eredità attiva può negarla e imporre l’accettazione con beneficio d’inventario.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.