Fac simile ricevuta di acconto sul prezzo

La ricevuta di acconto è la quietanza (art. 1199 del Codice civile) con cui chi riceve in anticipo una parte del prezzo attesta l’importo incassato, il contratto a cui si riferisce e quanto resta da pagare. A differenza della caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.), l’acconto non ha funzione di garanzia: se il contratto non si conclude o viene risolto va restituito, e chi lo ha ricevuto può pretendere solo il risarcimento dei danni che dimostra. Per questo la ricevuta deve dire espressamente «a titolo di acconto sul prezzo».

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L’acconto è il modo più comune di anticipare una parte del pagamento in Italia: il 30% all’artigiano che ordina il materiale per la cucina su misura, la prima tranche al fotografo del matrimonio, una parte del prezzo di un’auto usata con saldo alla consegna. Le parti vogliono solo fissare che una quota è già stata pagata, senza legare a quella somma una penale per chi cambia idea. Se invece vuoi che la somma resti a chi la riceve in caso di ripensamento dell’altro, devi scrivere «caparra confirmatoria» e usare solo quella parola.

In caso di dubbio la giurisprudenza considera la somma versata un acconto e non una caparra, perché la caparra richiede una volontà espressa di entrambe le parti. La ricevuta serve quindi a tutti e due: a chi paga, per dimostrare quanto ha già versato e che gli spetta la restituzione se l’affare salta; a chi incassa, per fissare il prezzo totale e il residuo. Se chi riceve l’acconto ha la partita IVA, l’incasso fa scattare l’obbligo di fattura per l’importo ricevuto e la ricevuta resta un documento di supporto; tra privati, sopra 77,47 euro, va applicata la marca da bollo da 2 euro.

Quando serve questo documento

  • Anticipo a un artigiano o a un’impresa per un lavoro, con saldo a fine lavori.
  • Pagamento parziale di un’auto, di un mobile o di un altro bene comprato da un privato, con saldo alla consegna.
  • Ordine di un prodotto su misura pagato in più tranche.
  • Somma versata durante una trattativa quando non si vuole darle l’effetto di caparra.

Cosa deve contenere

  • Numero progressivo e data della ricevuta.
  • Nome, codice fiscale o partita IVA e indirizzo di chi riceve e di chi versa.
  • Importo dell’acconto in cifre e in lettere, con la dicitura «a titolo di acconto sul prezzo».
  • Il contratto o l’accordo a cui si riferisce e il prezzo totale pattuito.
  • Il residuo ancora da pagare e la scadenza o la condizione del saldo.
  • Data e mezzo di pagamento, con gli estremi del bonifico o dell’assegno.
  • Clausola di restituzione se il contratto non si conclude, marca da bollo se dovuta e firma di chi riceve.

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RICEVUTA DI ACCONTO SUL PREZZO

Ricevuta n. [NUMERO] del [DATA]

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME O RAGIONE SOCIALE DI CHI RICEVE], codice fiscale o partita IVA [CODICE FISCALE O PARTITA IVA], con residenza o sede in [INDIRIZZO],

DICHIARA

di aver ricevuto in data [DATA] da [NOME E COGNOME DI CHI VERSA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente in [INDIRIZZO], la somma di € [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]) mediante [BONIFICO CRO NUMERO / ASSEGNO N. NUMERO / CONTANTI NEI LIMITI DI LEGGE],

a titolo di acconto sul prezzo complessivo di € [PREZZO TOTALE] ([PREZZO TOTALE IN LETTERE]) convenuto per [OGGETTO DEL CONTRATTO: VENDITA, LAVORI O FORNITURA, CON LA DATA DELL’ACCORDO].

Residuo ancora dovuto: € [RESIDUO] ([RESIDUO IN LETTERE]), da pagare [ALLA CONSEGNA / A FINE LAVORI / ENTRO IL DATA].

La somma è versata come acconto e non come caparra né come penale: sarà imputata al prezzo al momento del saldo e, se il contratto non sarà concluso o verrà risolto, sarà restituita a chi l’ha versata, salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente provato.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Marca da bollo da € 2,00: [APPLICATA E ANNULLATA / NON DOVUTA, OPERAZIONE SOGGETTA A IVA]

Chi riceve l’acconto: [NOME E COGNOME] ______________________________
Per ricevuta di copia, chi versa l’acconto: [NOME E COGNOME] ______________________________

Riferimento normativo: Art. 1199 del Codice civile (quietanza); artt. 1385 e 1386 c.c. (caparra confirmatoria e penitenziale); D.P.R. 642/1972 (imposta di bollo sulle ricevute).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Scrivi «a titolo di acconto sul prezzo» e non usare mai la parola caparra, nemmeno nei messaggi o nella causale del bonifico.
  2. Indica il prezzo totale e l’accordo a cui l’acconto si riferisce, con la data in cui lo avete concluso.
  3. Calcola il residuo e scrivi quando va pagato: alla consegna, a fine lavori o entro una data.
  4. Fatti pagare con bonifico o assegno e riporta gli estremi; i contanti valgono solo entro la soglia di legge.
  5. Applica e annulla la marca da bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro e non c’è IVA; con la partita IVA emetti fattura.
  6. Firma la ricevuta e consegnane una copia a chi ha pagato; conserva la tua con la prova dell’incasso.

Errori che creano problemi dopo

  • Scrivere «acconto non restituibile»: è una formula ambigua; se vuoi che la somma resti in caso di ripensamento, devi pattuire una caparra.
  • Usare «acconto» e «caparra» come sinonimi nello stesso documento: in caso di lite prevale l’acconto.
  • Non indicare il prezzo totale: poi si discute su quanto resta da pagare.
  • Trattenere l’acconto quando l’affare salta senza aver subito un danno dimostrabile: è un indebito e va restituito.

Per completare il documento

Domande frequenti

Se l’affare salta, l’acconto va restituito?

Sì. L’acconto è solo un pagamento anticipato: se il contratto non si conclude o viene risolto, chi lo ha ricevuto deve restituirlo. Se l’altra parte è inadempiente può chiederle il risarcimento dei danni, ma deve dimostrarli; non può trattenere la somma in automatico come farebbe con una caparra.

Posso trattenere l’acconto se il compratore si tira indietro?

Non automaticamente. Puoi chiedere il risarcimento dei danni che dimostri, per esempio il materiale già ordinato, e compensarlo con l’acconto solo se l’altra parte è d’accordo; in caso di disaccordo decide il giudice. Se volevi questa tutela, serviva una caparra confirmatoria.

L’acconto va fatturato?

Se chi lo riceve ha la partita IVA sì: ai fini IVA l’operazione si considera effettuata, per l’importo incassato, al momento del pagamento, quindi la fattura di acconto va emessa subito e il saldo si fattura a parte. Tra privati basta questa ricevuta con la marca da bollo.

Serve la marca da bollo sulla ricevuta di acconto?

Sì, da 2 euro, se l’importo supera 77,47 euro e la somma non è soggetta a IVA, come nelle ricevute tra privati. La marca va applicata sull’originale consegnato a chi paga e annullata con data o firma; se manca la ricevuta resta valida, ma si rischia una sanzione.

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