Fac simile ricevuta di acconto sul prezzo

L’acconto è un pagamento anticipato di una parte del prezzo: non ha la funzione della caparra, quindi se il contratto non si conclude o viene risolto deve essere restituito, e chi lo ha ricevuto può chiedere solo il risarcimento dei danni che riesce a dimostrare. Per questo la ricevuta deve dire espressamente che la somma è versata «a titolo di acconto sul prezzo» e indicare il prezzo totale, il contratto a cui si riferisce e il residuo ancora da pagare.

Aggiornato il:

Si usa quando le parti vogliono solo anticipare una parte del pagamento, senza legare a quella somma una penale: il pagamento di un lavoro in due tranche, l’ordine di un mobile su misura, l’acquisto di un bene usato con saldo alla consegna. Se invece volete che la somma resti a chi la riceve in caso di ripensamento dell’altro, dovete usare la caparra confirmatoria e chiamarla così.

Se chi riceve l’acconto è un’impresa o un professionista, l’acconto è già parte del corrispettivo e va documentato fiscalmente per la parte incassata: questa ricevuta resta un documento di supporto.

Quando serve questo documento

  • Anticipo per un lavoro o un servizio con saldo alla fine.
  • Pagamento parziale di un bene acquistato da un privato, con saldo alla consegna.
  • Ordine di un prodotto su misura con pagamento in più tranche.
  • Somma versata prima del contratto definitivo, quando non si vuole darle effetto di caparra.

Cosa deve contenere

  • Dati di chi riceve e di chi versa.
  • Importo dell’acconto in cifre e lettere.
  • Dicitura «a titolo di acconto sul prezzo».
  • Contratto o accordo di riferimento e prezzo totale.
  • Residuo da pagare e scadenza del saldo.
  • Data, mezzo di pagamento, bollo se dovuto e firme.

Fac simile pronto da copiare

RICEVUTA DI ACCONTO

Ricevuta n. [NUMERO] del [DATA]

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME / RAGIONE SOCIALE DI CHI RICEVE], codice fiscale o partita IVA [NUMERO], residente o con sede in [INDIRIZZO],

DICHIARA

di aver ricevuto in data [DATA] da [NOME E COGNOME DI CHI VERSA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO], la somma di euro [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]), mediante [bonifico, CRO NUMERO / assegno n. NUMERO / contanti nei limiti di legge],

a titolo di acconto sul prezzo convenuto di euro [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]) per [DESCRIZIONE DEL CONTRATTO, ad esempio: la vendita del BENE / l’esecuzione dei lavori di DESCRIZIONE presso INDIRIZZO / la fornitura di DESCRIZIONE, ordine del DATA].

Residuo da pagare: euro [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]), [alla consegna / a fine lavori / entro il DATA].

La somma non ha natura di caparra né di penale: sarà imputata al prezzo al momento del saldo e, se il contratto non sarà concluso o eseguito, sarà restituita a chi l’ha versata, salvo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente dimostrati.

[LUOGO], [DATA]

[Marca da bollo da 2 euro, se l’importo supera 77,47 euro e l’operazione non è soggetta a IVA]

Chi riceve l’acconto ______________________________
Per ricevuta di copia, chi versa l’acconto ______________________________

Riferimento normativo: Art. 1199 del Codice civile (quietanza); artt. 1385 e 1386 c.c. per la differenza con la caparra.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Scrivi espressamente «a titolo di acconto sul prezzo» e non usare la parola caparra.
  2. Indica il prezzo totale e il contratto a cui l’acconto si riferisce.
  3. Calcola e scrivi il residuo con la scadenza del saldo.
  4. Usa un pagamento tracciabile e riporta gli estremi nella ricevuta.
  5. Applica la marca da bollo se dovuta e consegna una copia a chi ha pagato.

Errori che creano problemi dopo

  • Scrivere «acconto non restituibile»: è una formula ambigua; se volete che la somma resti in caso di ripensamento, dovete pattuire una caparra.
  • Usare «acconto» e «caparra» come sinonimi nello stesso documento.
  • Non indicare il prezzo totale: poi si discute su quanto resta da pagare.
  • Trattenere l’acconto quando l’affare salta, senza aver subito un danno dimostrabile.

Per completare il documento

Domande frequenti

Se l’affare salta, l’acconto va restituito?

Sì. L’acconto è solo un pagamento anticipato: se il contratto non si conclude o viene risolto, chi lo ha ricevuto deve restituirlo. Se l’altra parte è inadempiente, può chiederle il risarcimento dei danni, ma deve dimostrarli.

Posso trattenere l’acconto se il compratore si tira indietro?

Non automaticamente, come accadrebbe con una caparra confirmatoria. Puoi chiedere il risarcimento dei danni che dimostri, per esempio le spese già sostenute; in caso di disaccordo decide il giudice.

L’acconto va fatturato?

Se chi lo riceve è un’impresa o un professionista con partita IVA, sì: l’incasso di un acconto obbliga a documentare fiscalmente l’operazione per l’importo ricevuto. Tra privati basta questa ricevuta.

Serve la marca da bollo sulla ricevuta di acconto?

Sì, 2 euro se l’importo supera 77,47 euro e la somma non è soggetta a IVA, come nelle ricevute tra privati.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.