Autocertificazione familiari a carico: fac simile per le detrazioni

L’autocertificazione dei familiari a carico è la dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46 del DPR 445/2000) con cui comunichi al datore di lavoro, all’INPS o a un ente pubblico quali familiari sono fiscalmente a tuo carico: il coniuge, i figli e i genitori conviventi con un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, elevato a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni (art. 12 del TUIR). Serve per ottenere le detrazioni in busta paga o sulla pensione e per le pratiche che richiedono la «vivenza a carico».

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Dal marzo 2022 i figli sotto i 21 anni sono coperti dall’assegno unico e non danno più detrazioni; dal 2025 la detrazione per i figli spetta solo tra i 21 e i 30 anni, salvo disabilità, e tra gli altri familiari restano solo gli ascendenti conviventi, cioè genitori e nonni. Il datore di lavoro applica le detrazioni soltanto se dichiari di averne diritto: se indichi un familiare che non è più a carico, il conguaglio di dicembre recupera tutto in una volta.

Il reddito da controllare è il reddito complessivo del familiare al lordo degli oneri deducibili: comprende i redditi tassati con cedolare secca, quelli del regime forfettario e la rendita dell’abitazione principale, e il limite si verifica sull’intero anno. Un figlio che lavora due mesi d’estate può superare i 4.000 euro e non essere a carico nemmeno per i mesi in cui studiava. Il modello qui sotto è scritto per il datore di lavoro, ma vale anche per l’INPS e per gli enti che chiedono la vivenza a carico.

Quando serve questo documento

  • Assunzione o cambio di datore di lavoro: l’ufficio paghe chiede la dichiarazione per calcolare le detrazioni.
  • Variazioni in corso d’anno: matrimonio, figlio che compie 21 anni, genitore anziano che viene a vivere con te.
  • Pensionati che chiedono all’INPS le detrazioni per il coniuge o per i figli a carico.
  • Domande a enti pubblici, casse e fondi sanitari che chiedono la vivenza a carico di un familiare.

Cosa deve contenere

  • Dati anagrafici e codice fiscale del dichiarante.
  • Per ogni familiare: nome e cognome, codice fiscale, rapporto di parentela e data da cui è a carico.
  • La dichiarazione che il reddito complessivo annuo del familiare non supera il limite di legge.
  • Per i figli: la percentuale di carico, 50% ciascuno o 100% a un genitore, e i dati dell’altro genitore.
  • Per genitori e nonni: la convivenza con il dichiarante, che è condizione della detrazione.
  • L’impegno a comunicare le variazioni entro trenta giorni.
  • Richiamo alle sanzioni dell’art. 76 del DPR 445/2000, luogo, data e firma.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE – FAMILIARI A CARICO (art. 46 D.P.R. 445/2000)

Spett.le [DATORE DI LAVORO / ENTE PENSIONISTICO]

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici prevista dall’art. 75,

DICHIARA

che dal [DATA] sono fiscalmente a proprio carico, con reddito complessivo annuo non superiore al limite dell’art. 12 del D.P.R. 917/1986, i seguenti familiari:

1. coniuge non legalmente ed effettivamente separato: [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE];

2. figlio/a: [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE], a carico al [100 / 50] %; altro genitore: [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE];

3. [GENITORE / NONNO] convivente: [NOME E COGNOME], codice fiscale [CODICE FISCALE], convivente dal [DATA];

di chiedere le detrazioni per carichi di famiglia dal [MESE E ANNO] e di non fruirne presso altri datori di lavoro o enti.

Si impegna a comunicare entro trenta giorni ogni variazione che faccia venire meno il diritto (reddito, convivenza, separazione, lavoro del figlio).

Informativa: i dati sono trattati ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 solo per il procedimento per cui la dichiarazione è resa.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Il/La dichiarante ______________________________
Allegato: copia di un documento d’identità.

Riferimento normativo: D.P.R. 445/2000, art. 46 (qualità di vivenza a carico); art. 12 del TUIR (D.P.R. 917/1986) per i limiti di reddito e le detrazioni.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Stima il reddito di ogni familiare per l’anno in corso: il limite si verifica anno per anno e vale per tutti i dodici mesi.
  2. Per i figli accordati con l’altro genitore: 50% ciascuno oppure 100% a chi ha il reddito più alto, mai 100% a entrambi.
  3. Elenca i familiari con codice fiscale e rapporto di parentela; per genitori e nonni indica da quando convivono con te.
  4. Consegna la dichiarazione all’ufficio paghe o caricala nel portale del personale; i pensionati usano il servizio online dell’INPS o il patronato.
  5. Conserva una copia e aggiornala appena cambia qualcosa: il conguaglio di fine anno recupera le detrazioni non spettanti in un’unica busta paga.

Errori che creano problemi dopo

  • Indicare un figlio che con un lavoro estivo ha superato i 4.000 euro: il limite vale per l’intero anno e la detrazione viene recuperata.
  • Chiedere la detrazione per figli sotto i 21 anni, coperti dall’assegno unico, o per fratelli, suoceri e generi, esclusi dal 2025.
  • Ripartire la detrazione per i figli al 100% su entrambi i genitori: l’Agenzia delle Entrate la recupera con la dichiarazione dei redditi.
  • Non comunicare la separazione, il matrimonio del figlio o la fine della convivenza con il genitore anziano.

Per completare il documento

Domande frequenti

Qual è il limite di reddito per essere fiscalmente a carico?

2.840,51 euro di reddito complessivo annuo, al lordo degli oneri deducibili; per i figli fino a 24 anni il limite sale a 4.000 euro. Contano anche i redditi con cedolare secca, quelli del regime forfettario e la rendita dell’abitazione principale, mentre l’assegno sociale e le altre somme esenti non si sommano.

I figli sotto i 21 anni vanno ancora indicati?

Per le detrazioni IRPEF no: dal marzo 2022 sono sostituite dall’assegno unico, che si chiede all’INPS. Restano però fiscalmente a carico se rispettano il limite di reddito, e questo ti permette di detrarre le spese sanitarie, scolastiche e sportive sostenute per loro.

Cosa succede quando il figlio compie 30 anni?

Dal 2025 la detrazione per i figli spetta solo tra i 21 e i 30 anni, salvo disabilità accertata. Il figlio con reddito sotto il limite resta però a carico: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che le spese sostenute per lui continuano a essere detraibili o deducibili dal genitore.

Il genitore anziano che vive con me può essere a carico?

Sì, se convive con te e il suo reddito complessivo non supera 2.840,51 euro: dal 2025 genitori e nonni conviventi sono gli unici «altri familiari» per cui spetta la detrazione. Una pensione, anche al minimo, supera di solito il limite; l’assegno sociale invece non si conta perché esente.

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