Fac simile autocertificazione generica (dichiarazione sostitutiva di certificazione)

L’autocertificazione, o dichiarazione sostitutiva di certificazione, è il documento con cui dichiari da solo stati, qualità personali e fatti elencati dall’art. 46 del DPR 445/2000 (nascita, residenza, cittadinanza, stato civile, stato di famiglia, titolo di studio e altri) al posto dei certificati. Pubbliche amministrazioni e gestori di pubblici servizi sono obbligati ad accettarla; non richiede autentica né bollo, ma chi dichiara il falso risponde penalmente (art. 76).

Aggiornato il:

Dal 2012 gli uffici pubblici non possono più chiederti certificati: devono accettare l’autocertificazione e verificarla loro. Questo modello raccoglie in un solo foglio le voci più richieste; spunta solo quelle che ti servono e cancella le altre.

Se devi dichiarare fatti che non sono nell’elenco dell’art. 46, o fatti che riguardano altre persone, serve invece la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47).

Quando serve questo documento

  • Domande a comune, INPS, scuole, università, ASL e altri uffici pubblici.
  • Partecipazione a concorsi pubblici e bandi.
  • Pratiche con gestori di pubblici servizi (trasporti, poste, energia) che chiedono dati anagrafici.
  • Privati che accettano l’autocertificazione al posto del certificato.

Cosa deve contenere

  • Dati anagrafici completi e codice fiscale del dichiarante.
  • Richiamo alle sanzioni penali dell’art. 76 del DPR 445/2000.
  • Le sole voci che si dichiarano, compilate in modo completo.
  • Informativa sul trattamento dei dati personali.
  • Luogo, data e firma.
  • Copia di un documento d’identità se la firma non è apposta davanti all’impiegato.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE (art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] ([PROVINCIA]) il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] ([PROVINCIA]) in [VIA E NUMERO CIVICO],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci, e della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti sulla base di dichiarazioni non veritiere prevista dall’art. 75 dello stesso decreto,

DICHIARA

□ di essere nato/a a [LUOGO] il [DATA];

□ di essere residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO];

□ di essere cittadino/a [italiano/a / di altro Stato: STATO];

□ di godere dei diritti civili e politici;

□ di essere [celibe / nubile / coniugato/a con NOME E COGNOME / unito/a civilmente con NOME E COGNOME / vedovo/a di NOME E COGNOME / divorziato/a];

□ che la propria famiglia anagrafica è composta come segue: [NOME E COGNOME, LUOGO E DATA DI NASCITA, RAPPORTO DI PARENTELA, per ciascun componente];

□ di essere in possesso del titolo di studio di [TITOLO], conseguito il [DATA] presso [ISTITUTO O UNIVERSITÀ], con votazione [VOTO];

□ di essere [disoccupato/a, iscritto/a al centro per l’impiego di CITTÀ dal DATA / pensionato/a, categoria PENSIONE / studente/studentessa iscritto/a a ISTITUTO];

□ [ALTRO STATO, QUALITÀ O FATTO PREVISTO DALL’ART. 46 D.P.R. 445/2000].

Dichiara inoltre di essere informato/a, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

[LUOGO], [DATA]

La presente dichiarazione non necessita di autenticazione della firma ed è esente da imposta di bollo.

Il/La dichiarante ______________________________
Allegato: copia di un documento d’identità in corso di validità.

Riferimento normativo: D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, artt. 38, 40, 46, 71, 75 e 76.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Compila i dati anagrafici esattamente come sul documento d’identità.
  2. Spunta solo le voci che l’ufficio ti ha chiesto e cancella le altre.
  3. Completa ogni voce con date, luoghi e nomi precisi: una voce vaga può essere respinta.
  4. Firma e allega la copia del documento, oppure firma davanti all’impiegato.
  5. Conserva una copia: l’ufficio può controllare quanto dichiarato anche a distanza di tempo.

Errori che creano problemi dopo

  • Usare l’autocertificazione per fatti che riguardano altre persone o non elencati nell’art. 46: serve l’atto di notorietà.
  • Non allegare la copia del documento d’identità quando la dichiarazione è inviata per posta o e-mail.
  • Dichiarare dati «a memoria» senza verificarli: anche un errore può far perdere il beneficio.
  • Pensare che l’ufficio non controlli: i controlli a campione sono obbligatori.

Per completare il documento

Domande frequenti

Un ufficio pubblico può rifiutare l’autocertificazione?

No. Per gli stati e i fatti dell’art. 46 le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi devono accettarla e non possono chiedere il certificato; il rifiuto costituisce violazione dei doveri d’ufficio.

Una banca o un datore di lavoro privato deve accettarla?

I privati possono accettarla, ma non sono obbligati. Per questo banche, assicurazioni e notai a volte chiedono il certificato vero e proprio.

Quanto vale un’autocertificazione?

Ha la stessa validità temporale degli atti che sostituisce: se il certificato originale vale sei mesi, anche l’autocertificazione vale sei mesi; quelle su stati che non cambiano (nascita, titolo di studio) non scadono.

Cosa rischio se dichiaro il falso?

Le sanzioni penali per il falso previste dal Codice penale, richiamate dall’art. 76 del DPR 445/2000, e la perdita di qualsiasi beneficio ottenuto grazie alla dichiarazione.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.