Fac simile autocertificazione antimafia e dei familiari conviventi

L’autocertificazione antimafia è la dichiarazione sostitutiva con cui titolare, legale rappresentante, amministratore o socio di un’impresa attesta che nei propri confronti non sussistono le cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’art. 67 del Codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) e indica i familiari conviventi maggiorenni che la Prefettura potrà verificare. L’art. 89 dello stesso Codice la ammette al posto della comunicazione antimafia per le attività avviate con SCIA o silenzio-assenso, per i contratti urgenti e per i rinnovi, e gli enti la usano per avviare la verifica nella Banca dati nazionale.

Aggiornato il:

Comuni, Camere di commercio, Regioni ed enti pubblici la chiedono per SCIA e licenze commerciali, iscrizioni a elenchi di fornitori, contributi e contratti sotto le soglie per cui serve la comunicazione o l’informazione antimafia rilasciata dalla Prefettura. Non la firma l’impresa in quanto tale: ogni persona indicata dall’art. 85 del Codice compila la propria dichiarazione, perché la verifica riguarda le persone, non la società.

La parte sui familiari conviventi è quella che più spesso viene dimenticata o compilata male: vanno indicati tutti i maggiorenni che vivono con il dichiarante, anche senza alcun ruolo nell’impresa, perché la Prefettura estende a loro i controlli per l’informazione antimafia. Chi presenta la dichiarazione a un ente che non la chiede non guadagna nulla; chi la omette quando è richiesta blocca la pratica fino all’integrazione.

Quando serve questo documento

  • Presentazione di SCIA o domande di licenza per attività commerciali, pubblici esercizi e trasporti.
  • Contratti e subcontratti con enti pubblici di valore inferiore alle soglie della documentazione prefettizia.
  • Iscrizione ad albi, elenchi di fornitori e white list della pubblica amministrazione.
  • Richieste di contributi, concessioni, autorizzazioni e rinnovi di provvedimenti già ottenuti.

Cosa deve contenere

  • Dati del dichiarante e carica ricoperta nell’impresa.
  • Dati dell’impresa: denominazione, sede, codice fiscale e partita IVA, iscrizione al Registro delle imprese.
  • Dichiarazione di assenza delle cause di decadenza, sospensione o divieto dell’art. 67 del Codice antimafia.
  • Elenco dei familiari conviventi maggiorenni con dati anagrafici, codice fiscale e residenza, oppure la dichiarazione di non averne.
  • Impegno a comunicare le variazioni di amministratori, soci e conviventi.
  • Richiamo alle sanzioni dell’art. 76 del DPR 445/2000, luogo, data, firma e copia del documento.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA AI FINI ANTIMAFIA (art. 89 D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 – artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000)

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] in [INDIRIZZO], in qualità di [TITOLARE / LEGALE RAPPRESENTANTE / AMMINISTRATORE / SOCIO / DIRETTORE TECNICO] dell’impresa [DENOMINAZIONE], con sede in [COMUNE], [INDIRIZZO], codice fiscale e partita IVA [NUMERO], REA [NUMERO],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci,

DICHIARA

che nei propri confronti non sussistono le cause di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’art. 67 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;

di avere i seguenti familiari conviventi di maggiore età: 1. [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], rapporto [RAPPORTO]; 2. [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], codice fiscale [CODICE FISCALE], rapporto [RAPPORTO];

□ oppure: di non avere familiari conviventi di maggiore età.

Si impegna a comunicare entro trenta giorni ogni variazione degli organi dell’impresa e dei familiari conviventi.

Informativa: i dati sono trattati ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 solo per le verifiche antimafia connesse al procedimento.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Il/La dichiarante ______________________________
Allegato: copia di un documento d’identità in corso di validità.

Riferimento normativo: D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia), artt. 67, 85 e 89; D.P.R. 445/2000, artt. 46, 47 e 76.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Individua chi deve dichiarare in base al tipo di impresa: titolare; legale rappresentante e amministratori; socio unico o socio di maggioranza nelle società con non più di quattro soci; direttore tecnico; sindaci.
  2. Fai compilare e firmare a ogni persona la propria dichiarazione, con il proprio elenco di conviventi.
  3. Elenca tutti i familiari maggiorenni conviventi così come risultano all’anagrafe, con codice fiscale e residenza.
  4. Allega la copia del documento di ciascun firmatario e consegna le dichiarazioni insieme alla domanda o alla SCIA.
  5. Comunica all’ente ogni cambio di amministratori, soci rilevanti o conviventi entro il termine indicato nella dichiarazione.

Errori che creano problemi dopo

  • Far compilare una sola dichiarazione all’impresa invece che a ciascuna persona soggetta a verifica.
  • Dimenticare i figli maggiorenni o i genitori conviventi nell’elenco dei familiari.
  • Usare l’autocertificazione quando la legge richiede la comunicazione o l’informazione antimafia della Prefettura.
  • Rendere la dichiarazione per i conviventi al posto loro: devono essere dichiarati, non firmare.

Per completare il documento

Domande frequenti

Chi deve fare l’autocertificazione antimafia in una SRL?

Il legale rappresentante e gli altri amministratori, il direttore tecnico se previsto, i membri del collegio sindacale o il sindaco unico e, nelle società con non più di quattro soci, il socio di maggioranza; nella SRL con socio unico anche il socio. Ogni persona indica i propri familiari conviventi maggiorenni.

Chi sono i familiari conviventi da indicare?

Tutte le persone maggiorenni che vivono con il dichiarante, come risultano all’anagrafe: coniuge o convivente, figli, genitori, ma anche parenti lontani o persone non legate da parentela. Il grado di parentela e il ruolo nell’impresa non contano; i minorenni non vanno indicati.

Quando non basta l’autocertificazione?

Quando il valore del contratto o il tipo di provvedimento richiede la comunicazione o l’informazione antimafia rilasciata dalla Prefettura tramite la Banca dati nazionale: in quel caso l’ente le acquisisce direttamente. Per contratti, contributi e provvedimenti fino a 150.000 euro di valore complessivo la documentazione antimafia non è richiesta (art. 83, comma 3, lettera e, del Codice); l’autocertificazione serve nei casi dell’art. 89, come SCIA, contratti urgenti e rinnovi.

Quanto vale la dichiarazione e va rinnovata?

Descrive la situazione del giorno della firma e l’ente la usa per quella pratica. Se cambiano amministratori, soci o conviventi, oppure l’ente chiede un aggiornamento per un rinnovo, va presentata di nuovo; molte stazioni appaltanti la chiedono a ogni contratto.

Cosa rischia chi omette un convivente?

La dichiarazione è resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, quindi un’omissione volontaria è una falsa dichiarazione punita penalmente dall’art. 76 e fa decadere dal beneficio ottenuto. Un’omissione in buona fede si corregge con una dichiarazione integrativa, prima che l’ente la rilevi.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.