Contratto di consulenza con professionista con partita IVA: fac simile

Il contratto di consulenza è il contratto d’opera con cui un’impresa o un privato affida a un professionista o a una società con partita IVA un’attività di analisi, assistenza o supporto, retribuita con compenso fatturato; rientra nel lavoro autonomo degli artt. 2222 e seguenti del Codice civile e, per i professionisti, negli artt. 2229–2238. Di regola è un’obbligazione di mezzi: il consulente deve la diligenza professionale, non il risultato economico. La Legge 81/2017 rende prive di effetto le clausole che consentono al committente di modificare unilateralmente il contratto, di recedere senza congruo preavviso o di pagare oltre sessanta giorni dalla fattura.

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A differenza della prestazione occasionale, qui il consulente lavora abitualmente con partita IVA, emette fattura elettronica e organizza da sé tempi e mezzi: marketing, informatica, organizzazione, finanza, bandi. Il rischio pratico è doppio: per il cliente, un oggetto vago che genera contestazioni sui risultati; per il consulente, un rapporto che assomiglia troppo a un lavoro dipendente, con orari e postazione fissa, che un ispettore può riqualificare. Il contratto mette nero su bianco cosa viene consegnato, quando, a quale prezzo e con quale autonomia.

Oltre al Codice civile valgono le tutele del lavoro autonomo della Legge 81/2017: forma scritta se il consulente la chiede, termini di pagamento non oltre sessanta giorni dalla fattura, divieto di modifiche unilaterali e di recesso senza preavviso nei rapporti continuativi, interessi di mora in caso di ritardo. Per i professionisti iscritti a un albo la lettera di incarico, con preventivo e polizza, è la forma più usata. Il modello qui sotto è adatto a consulenze continuative con canone mensile o a progetti con compenso per fasi, e contiene riservatezza, proprietà dei materiali e recesso.

Quando serve questo documento

  • Consulenza di marketing, comunicazione o digitale per un’azienda, con un piano e incontri periodici.
  • Supporto informatico, sviluppo o gestione di un progetto tecnico con consegne a fasi.
  • Consulenza organizzativa, finanziaria o su bandi e finanziamenti.
  • Collaborazione continuativa con un freelance con partita IVA, pagata a canone mensile.

Cosa deve contenere

  • Dati completi di cliente e consulente: ragione sociale o nome, partita IVA, sede, legale rappresentante, PEC.
  • Oggetto e deliverable: cosa viene consegnato, con quali tempi e in quale forma (report, piano, ore di affiancamento).
  • Modalità: autonomia del consulente, referente del cliente, informazioni e accessi che il cliente deve fornire.
  • Durata, decorrenza, rinnovo solo per iscritto e recesso con preavviso.
  • Compenso, IVA e rivalsa o contributo previdenziale, pagamento entro sessanta giorni dalla fattura, spese rimborsabili.
  • Riservatezza, proprietà dei materiali consegnati e del know-how preesistente, trattamento dei dati personali.
  • Obbligazione di mezzi, responsabilità, foro competente; luogo, data e firme.

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CONTRATTO DI CONSULENZA

Tra [RAGIONE SOCIALE DEL CLIENTE], partita IVA [PARTITA IVA], [SEDE], rappresentata da [NOME E COGNOME] («cliente»), e [NOME O RAGIONE SOCIALE DEL CONSULENTE], partita IVA [PARTITA IVA], [SEDE] («consulente»), si conviene quanto segue.

Art. 1 – Oggetto

Il cliente affida al consulente, che accetta, la consulenza in materia di [AMBITO]: [ATTIVITÀ, DELIVERABLE E TEMPI DI CONSEGNA].

Art. 2 – Modalità

Il consulente opera in autonomia, con mezzi propri e senza vincoli di orario, con il referente [NOME E COGNOME]; deve la diligenza professionale, non il risultato economico.

Art. 3 – Durata e recesso

Dal [DATA] al [DATA]. Ciascuna parte può recedere con preavviso scritto di [NUMERO] giorni; al consulente spettano i compensi maturati.

Art. 4 – Compenso

€ [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]) oltre IVA e rivalsa previdenziale, [MENSILE / PER FASE], pagati entro [NUMERO] giorni dalla fattura; trasferte autorizzate a piè di lista.

Art. 5 – Riservatezza

Il consulente mantiene riservate le informazioni del cliente per [NUMERO] anni dalla cessazione. Con il saldo i materiali realizzati diventano del cliente; metodi e know-how preesistenti restano del consulente.

Art. 6 – Dati e foro

Se il consulente tratta dati personali per il cliente, le parti firmano l’accordo dell’art. 28 del Regolamento (UE) 2016/679. Foro: [CITTÀ].

Letto, approvato e sottoscritto.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Il cliente ______________________________
Il consulente ______________________________

Riferimento normativo: Artt. 2222–2238 del Codice civile (contratto d’opera e professioni intellettuali); art. 3 della Legge 81/2017 (clausole prive di effetto: modifiche unilaterali, recesso senza congruo preavviso, pagamenti oltre sessanta giorni).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Scrivi l’oggetto come un elenco di consegne con date: un report, un piano, un numero di incontri; «supporto al marketing» non basta.
  2. Scegli la formula del compenso: canone mensile per le consulenze continuative, percentuali per fase nei progetti, con pagamento entro sessanta giorni.
  3. Specifica IVA, rivalsa o contributo previdenziale e cosa resta fuori dal prezzo: trasferte, ore extra, licenze software.
  4. Inserisci riservatezza, proprietà dei materiali e cosa accade in caso di recesso anticipato, con il preavviso.
  5. Firmate prima dell’inizio, anche con firma digitale, e conservate contratto e fatture insieme: provano l’incarico in caso di controllo o lite.

Errori che creano problemi dopo

  • Oggetto vago e senza deliverable: ogni risultato diventa discutibile e il cliente contesta le fatture.
  • Trattare il consulente come un dipendente, con orari, postazione fissa e ordini quotidiani: il rapporto può essere riqualificato come lavoro subordinato.
  • Pattuire pagamenti a novanta o centoventi giorni: la clausola è priva di effetto e scattano gli interessi di mora.

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Domande frequenti

Il consulente garantisce i risultati?

Di regola no: la consulenza è un’obbligazione di mezzi, il consulente deve la diligenza professionale e non l’esito economico, che dipende anche dal cliente e dal mercato. Potete però fissare obiettivi misurabili e una parte variabile del compenso legata al loro raggiungimento, con criteri scritti chiaramente.

Serve un contratto scritto per una consulenza?

Non è obbligatorio per la validità, ma la Legge 81/2017 considera abusivo il rifiuto del committente di stipularlo per iscritto se il consulente lo chiede, e senza contratto è difficile provare oggetto, compenso e termini. Basta una scrittura privata firmata, anche con firma digitale.

Contratto di consulenza e lettera d’incarico sono la stessa cosa?

Hanno la stessa funzione. La lettera d’incarico è la forma tipica dei professionisti iscritti agli albi, che devono comunicare al cliente il preventivo di massima e gli estremi della polizza professionale; il contratto a due firme è più comune con consulenti e società.

Il consulente con partita IVA può lavorare negli uffici del cliente?

Sì, se serve all’incarico, ma senza orari imposti, cartellino o direttive quotidiane: è l’autonomia nell’organizzare il lavoro a distinguere la consulenza dal lavoro subordinato. Scrivete nel contratto che il consulente usa mezzi propri e decide tempi e modi, e comportatevi di conseguenza.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.