Fac simile contratto di prestito infruttifero (senza interessi)

Il prestito infruttifero è un mutuo senza interessi (artt. 1813 e 1815 del Codice civile), tipico tra genitori e figli o tra amici: poiché la legge presume che il mutuatario debba gli interessi, la gratuità va scritta espressamente. Il contratto deve provare che si tratta di un prestito da restituire e non di una donazione; molti lo concludono per corrispondenza, con una proposta e un’accettazione in lettere separate, che si registrano solo in caso d’uso.

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Un genitore che aiuta il figlio a comprare casa, un fratello che anticipa una somma per un’emergenza, un amico che presta i soldi per avviare un’attività: senza un documento, quei soldi possono essere considerati una donazione, con problemi nella successione e tra gli eredi, oppure, in un controllo dell’Agenzia delle Entrate sui movimenti bancari, un’entrata non giustificata per chi li riceve. Il prestito infruttifero scritto risolve entrambe le cose: dice che la somma va restituita e lascia una traccia con data certa, bonifico e causale.

Il modello è nella forma per corrispondenza: una lettera di proposta del prestatore e una lettera di accettazione del beneficiario, che riproduce integralmente la proposta; ciascuno conserva l’originale firmato dall’altro. Si usa perché la scrittura privata firmata da entrambi va registrata entro venti giorni con imposta di registro proporzionale, mentre il contratto concluso per scambio di lettere si registra solo in caso d’uso, cioè se qualcuno lo deposita in un procedimento. Se il prestito finanzia l’acquisto di una casa, il notaio di solito chiede di vedere il contratto e i bonifici per indicare la provenienza del denaro nel rogito.

Quando serve questo documento

  • Genitori che prestano ai figli il denaro per l’acquisto della casa o dell’auto.
  • Prestito senza interessi tra fratelli o amici.
  • Somme versate a un familiare da documentare in vista della successione.
  • Somme che devono risultare come prestito e non come reddito o donazione.

Cosa deve contenere

  • Nome, codice fiscale e indirizzo del prestatore e del beneficiario.
  • Importo in cifre e in lettere e mezzo tracciabile di consegna, con IBAN e causale.
  • Dichiarazione espressa di gratuità: nessun interesse, in deroga alla presunzione di legge.
  • Modalità e termine di restituzione, in un’unica soluzione o a rate.
  • Natura di prestito e non di donazione.
  • Decadenza dal beneficio del termine se il beneficiario non paga le rate.
  • Data certa: raccomandata A/R o PEC per la proposta e per l’accettazione.

Fac simile pronto da copiare

PROPOSTA DI CONTRATTO DI PRESTITO INFRUTTIFERO

[NOME E COGNOME DEL PRESTATORE], C.F. [CODICE FISCALE], [INDIRIZZO]

Gent.mo/a [NOME E COGNOME DEL BENEFICIARIO], C.F. [CODICE FISCALE], [INDIRIZZO]

Oggetto: proposta di prestito infruttifero

Le propongo un contratto di mutuo alle condizioni che seguono, da accettare con lettera che riproduca integralmente il presente testo.

1. Somma

Le presto € [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]) con bonifico sul Suo conto IBAN [IBAN DEL BENEFICIARIO] entro il [DATA], causale «prestito infruttifero».

2. Gratuità

Il prestito è infruttifero: in deroga all’art. 1815 c.c. non sono dovuti interessi, salvo quelli di mora in caso di ritardo.

3. Restituzione

Lei restituirà la somma [IN UN’UNICA SOLUZIONE ENTRO IL DATA / IN NUMERO RATE MENSILI DI € IMPORTO DAL DATA] con bonifico sul conto IBAN [IBAN DEL PRESTATORE], causale «restituzione prestito»; è ammessa la restituzione anticipata.

4. Natura e decadenza

La somma è un prestito e non una donazione. Il mancato pagamento di due rate fa decadere dal beneficio del termine: l’intero residuo diventa subito esigibile.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Accettazione, con lettera separata: «Ho ricevuto la Sua proposta del [DATA], che riporto integralmente: [TESTO INTEGRALE DELLA PROPOSTA], e dichiaro di accettarla. Luogo e data: [LUOGO], [DATA]. Firma»

Il prestatore: [NOME E COGNOME] ______________________________
Il beneficiario (sull’accettazione): [NOME E COGNOME] ______________________________

Riferimento normativo: Artt. 1813, 1815 e 1819 del Codice civile (mutuo, interessi, restituzione rateale); art. 1326 c.c. (conclusione del contratto per corrispondenza).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Invia la proposta firmata al beneficiario con PEC o raccomandata A/R e conserva la ricevuta.
  2. Il beneficiario risponde con una lettera separata che copia l’intera proposta e dichiara di accettarla, sempre con PEC o raccomandata.
  3. Esegui il bonifico citando il prestito nella causale: la banca conserva la traccia per dieci anni.
  4. Conserva proposta, accettazione e ricevute di invio: insieme danno data certa al contratto.
  5. Fai restituire ogni rata con bonifico e causale «restituzione prestito»: sono la prova che non era una donazione.
  6. Se il prestito serve per comprare casa, dillo al notaio: nel rogito si dichiarano i mezzi di pagamento e il prestito giustifica la provenienza.

Errori che creano problemi dopo

  • Non scrivere che il prestito è senza interessi: la legge li presume e il beneficiario li deve.
  • Firmare un unico foglio da entrambi e chiamarlo «per corrispondenza»: diventa una normale scrittura privata da registrare.
  • Consegnare contanti o non indicare la causale del bonifico: in un controllo non si distingue da una donazione.
  • Chiamare «regalo» in famiglia ciò che sulla carta è un prestito, o viceversa: in successione nascono liti tra gli eredi.

Per completare il documento

Domande frequenti

Un prestito tra genitori e figli senza interessi è legale?

Sì. Basta scrivere espressamente che il prestito è infruttifero, perché altrimenti il Codice civile presume che siano dovuti gli interessi legali. Nessuna norma impone un tetto all’importo, ma sopra la soglia di legge per i contanti il denaro deve passare per bonifico o assegno.

Perché si usa la forma per corrispondenza?

Perché il contratto concluso tramite scambio di lettere è soggetto a registrazione solo in caso d’uso, mentre la scrittura privata firmata da entrambi va registrata con imposta proporzionale. Resta un contratto valido e provabile: le due lettere, con le ricevute di invio, dimostrano proposta, accettazione e data.

Il prestito infruttifero va registrato?

La scrittura privata firmata da entrambi va registrata entro venti giorni, con imposta di registro proporzionale del 3% sulla somma prestata. Il contratto concluso per corrispondenza si registra solo in caso d’uso: per questo il modello è in due lettere separate. Se lo registri comunque, ottieni anche la data certa senza PEC.

In caso di controllo fiscale serve il contratto?

Sì: bonifici e contratto con data certa dimostrano che la somma ricevuta è un prestito da restituire e non un reddito non dichiarato. Senza documento, l’Agenzia delle Entrate può presumere che i versamenti sul conto siano ricavi o compensi, e tocca al contribuente provare il contrario.

Il prestito tra familiari può essere considerato una donazione?

Sì, se manca la prova dell’obbligo di restituzione: in successione gli altri eredi possono chiederne la collazione e il Fisco può trattarlo come liberalità. Il contratto scritto, i bonifici con causale e le restituzioni effettive dimostrano che era un prestito.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.