Fac simile quietanza liberatoria di pagamento

La quietanza liberatoria unisce due dichiarazioni: il creditore attesta di aver ricevuto un pagamento (quietanza, art. 1199 del Codice civile) e dichiara che con esso è soddisfatto ogni suo diritto, rinunciando a ulteriori pretese per il rapporto indicato. È definitiva, quindi va firmata solo dopo aver incassato davvero e verificato i conti. Le rinunce di un lavoratore a diritti derivanti da norme inderogabili sono impugnabili entro sei mesi, salvo che siano firmate in una sede protetta (art. 2113 c.c.).

Aggiornato il:

Si usa per chiudere un rapporto senza code: il saldo finale di un appalto o di una ristrutturazione, l’ultima rata di un prestito tra privati, la liquidazione della quota di un socio che esce, il pagamento concordato per chiudere una lite prima della causa, il conguaglio tra ex conviventi o tra coeredi. Chi paga vuole la certezza che nessuno tornerà a chiedere altro; chi incassa vuole chiudere solo quel rapporto, senza cancellare per errore altri crediti. Il modello limita la liberatoria al rapporto indicato e lascia una riga alle esclusioni espresse.

La quietanza semplice prova solo il pagamento; la liberatoria aggiunge la rinuncia a ogni altra pretesa, che il Codice civile tratta come remissione del debito residuo (art. 1236 c.c.). Per questo ha due limiti pratici: non va firmata prima che l’assegno sia incassato o il bonifico accreditato, e non copre ciò che il firmatario non poteva conoscere, come i vizi occulti di un’opera. Nel lavoro le rinunce a diritti inderogabili, come TFR o differenze retributive, valgono solo se firmate in sede sindacale, davanti all’Ispettorato del lavoro o in una commissione di certificazione; altrimenti il lavoratore può impugnarle entro sei mesi.

Quando serve questo documento

  • Saldo finale di un lavoro, di un appalto o di una fornitura.
  • Restituzione completa di un prestito tra privati.
  • Pagamento concordato per chiudere una lite senza causa.
  • Liquidazione di somme dovute tra ex soci, ex conviventi o coeredi.

Cosa deve contenere

  • Nome, codice fiscale o partita IVA e indirizzo del creditore e del debitore.
  • Il rapporto a cui si riferisce la liberatoria, con data e oggetto.
  • Importo ricevuto in cifre e in lettere, data e mezzo di pagamento.
  • Dichiarazione di saldo e di non avere null’altro a pretendere per quel rapporto.
  • Le esclusioni espresse: garanzie, altri crediti, rapporti diversi.
  • La clausola che la quietanza ha effetto solo dall’accredito definitivo.
  • Luogo, data, firma del creditore e marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro se non c’è IVA.

Fac simile pronto da copiare

QUIETANZA LIBERATORIA

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME O RAGIONE SOCIALE DEL CREDITORE], codice fiscale o partita IVA [CODICE FISCALE O PARTITA IVA], con residenza o sede in [INDIRIZZO],

DICHIARA

di aver ricevuto da [NOME E COGNOME O RAGIONE SOCIALE DEL DEBITORE], codice fiscale o partita IVA [CODICE FISCALE O PARTITA IVA], la somma di € [IMPORTO] ([IMPORTO IN LETTERE]) in data [DATA], mediante [BONIFICO CRO NUMERO / ASSEGNO CIRCOLARE N. NUMERO],

a saldo di ogni somma dovuta in relazione a [RAPPORTO: CONTRATTO, PRESTITO O ACCORDO, CON DATA E OGGETTO].

Dichiara pertanto di essere stato/a integralmente soddisfatto/a e di non avere null’altro a pretendere dal debitore, a qualsiasi titolo, per il rapporto sopra indicato, rinunciando a ogni ulteriore azione o pretesa in merito, anche per interessi, spese e accessori.

Restano esclusi dalla presente liberatoria: [CREDITI O GARANZIE NON COMPRESI, AD ESEMPIO LA GARANZIA PER I VIZI DELL’OPERA / NESSUNO].

La presente quietanza ha effetto dal momento in cui il pagamento risulta definitivamente accreditato.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Marca da bollo da € 2,00: [APPLICATA E ANNULLATA / NON DOVUTA, OPERAZIONE SOGGETTA A IVA]

Il creditore: [NOME E COGNOME] ______________________________
Per ricevuta di copia, il debitore: [NOME E COGNOME] ______________________________

Riferimento normativo: Artt. 1199 e 1236 del Codice civile (quietanza e remissione del debito); art. 2113 c.c. per le rinunce del lavoratore.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Verifica di aver incassato l’intera somma: contabile del bonifico o assegno circolare, non un assegno bancario.
  2. Indica con precisione il rapporto chiuso, con contratto, date e oggetto.
  3. Escludi espressamente ciò che non vuoi chiudere: garanzie, altri crediti, rapporti diversi con la stessa persona.
  4. Se la somma viene da una transazione, richiama l’accordo: la quietanza chiude il pagamento, la transazione chiude la lite.
  5. Firma e consegna la quietanza al debitore, facendoti firmare la copia per ricevuta.
  6. Conserva la tua copia con la prova del pagamento.

Errori che creano problemi dopo

  • Firmare la liberatoria prima che l’assegno sia incassato: se torna scoperto hai già dichiarato di essere stato pagato.
  • Usare formule generiche («per qualsiasi rapporto») che cancellano anche crediti diversi da quello che volevi chiudere.
  • Far firmare a un lavoratore una liberatoria su diritti inderogabili fuori da una sede protetta: resta impugnabile per sei mesi.
  • Liberare il debitore principale dimenticando che la remissione libera anche fideiussori e garanti.

Per completare il documento

Domande frequenti

Dopo una quietanza liberatoria posso chiedere altro?

Per il rapporto indicato, di regola no: hai dichiarato di essere soddisfatto e hai rinunciato ad altre pretese. Puoi contestarla solo per vizi della volontà, come errore, violenza o dolo, oppure se la somma non è mai stata accreditata. Per i rapporti non nominati i tuoi diritti restano intatti.

La liberatoria firmata da un dipendente è valida?

Le rinunce e transazioni su diritti del lavoratore derivanti da norme inderogabili sono impugnabili entro sei mesi dalla cessazione del rapporto o dalla firma, se successiva. Sono invece definitive se firmate in sede protetta: sindacato, Ispettorato del lavoro o commissione di certificazione. Il datore di lavoro che vuole una chiusura certa deve usare una di queste sedi.

Quietanza liberatoria e saldo e stralcio sono la stessa cosa?

No: il saldo e stralcio è l’accordo per pagare meno del dovuto a chiusura del debito; la quietanza liberatoria è la ricevuta finale che attesta il pagamento e chiude il rapporto, anche dopo un saldo e stralcio. Di solito si usano insieme: prima l’accordo, poi la quietanza al pagamento.

La quietanza liberatoria va registrata o bollata?

Non si registra: è una ricevuta, non un contratto. Porta la marca da bollo da 2 euro se la somma supera 77,47 euro e non è soggetta a IVA; se il creditore ha la partita IVA e ha emesso fattura, il bollo non serve e la quietanza può essere scritta sulla fattura stessa.

Posso firmare la quietanza liberatoria prima di ricevere il bonifico?

Meglio di no: una volta firmata prova il pagamento contro di te. Se il debitore la pretende contestualmente, scrivi che ha effetto solo dal definitivo accredito della somma, come nel modello, e consegnala solo in cambio di un assegno circolare o della contabile del bonifico.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.