Fac simile lettera di licenziamento di colf o badante

Nel lavoro domestico il datore di lavoro può licenziare senza dover indicare un giustificato motivo, ma deve farlo per iscritto e rispettare il preavviso previsto dal CCNL in base all’anzianità e alle ore settimanali, oppure pagare l’indennità sostitutiva. Alla fine del rapporto spettano TFR, ratei di tredicesima e ferie, e la cessazione va comunicata all’INPS entro cinque giorni; la lavoratrice in gravidanza e fino alla fine del congedo di maternità non può essere licenziata, salvo giusta causa.

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La famiglia non è un’impresa e il rapporto domestico si basa sulla fiducia: per questo il CCNL consente il recesso libero con preavviso. Restano però obblighi precisi, e una lettera scritta con data, preavviso e conteggi evita vertenze.

Per la badante convivente considera anche il tempo necessario a lasciare l’alloggio: conviene concordarlo nella lettera.

Quando serve questo documento

  • La famiglia non ha più bisogno della colf o riduce il budget.
  • L’assistito viene ricoverato stabilmente in una struttura.
  • Venuta meno la fiducia per comportamenti del lavoratore (con o senza giusta causa).
  • Trasferimento della famiglia in un’altra città.

Cosa deve contenere

  • Dati del datore e del lavoratore.
  • Data di comunicazione e data di cessazione.
  • Periodo di preavviso lavorato o indennità sostitutiva.
  • Motivo, se si tratta di giusta causa.
  • Elenco delle competenze di fine rapporto e data di pagamento.
  • Per il convivente, termine per lasciare l’alloggio.

Fac simile pronto da copiare

LETTERA DI LICENZIAMENTO – LAVORO DOMESTICO

[NOME E COGNOME DEL DATORE DI LAVORO], [INDIRIZZO], codice fiscale [CODICE FISCALE]

Gent.mo/a Sig./Sig.ra [NOME E COGNOME DEL LAVORATORE], [INDIRIZZO]

Consegna a mano con firma per ricevuta / Raccomandata A/R

Oggetto: recesso dal rapporto di lavoro domestico iniziato il [DATA].

Con la presente Le comunico la mia decisione di recedere dal rapporto di lavoro domestico in essere, ai sensi del CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico.

[Con preavviso lavorato:] Il rapporto cesserà il [DATA], al termine del periodo di preavviso di [NUMERO] giorni di calendario previsto dal CCNL per la Sua anzianità e il Suo orario, durante il quale continuerà a prestare servizio. [Con indennità sostitutiva:] Il rapporto cessa in data odierna; Le sarà corrisposta l’indennità sostitutiva del preavviso pari a [NUMERO] giorni di retribuzione.

[Solo in caso di giusta causa:] Il recesso è determinato da giusta causa, consistente in [DESCRIZIONE PRECISA DEI FATTI], che non consente la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto.

Entro il [DATA] Le saranno corrisposti, con prospetto dettagliato, la retribuzione fino alla cessazione, i ratei di tredicesima, le ferie maturate e non godute e il trattamento di fine rapporto.

[Per il lavoratore convivente:] Concordo che potrà lasciare l’alloggio entro il [DATA], restituendo le chiavi dell’abitazione.

Provvederò a comunicare la cessazione del rapporto all’INPS nei termini previsti.

La ringrazio per il lavoro svolto.

Distinti saluti.

[LUOGO], [DATA]

Il datore di lavoro ______________________________
Per ricevuta, il lavoratore, data [DATA] ______________________________

Riferimento normativo: CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico (recesso, preavviso e tutela della maternità); art. 2118 c.c.

Come compilarlo, passo per passo

  1. Calcola il preavviso sulla tabella del CCNL in base all’anzianità e alle ore settimanali.
  2. Decidi se il preavviso sarà lavorato o sostituito dall’indennità.
  3. Consegna la lettera a mano con firma per ricevuta o inviala con raccomandata.
  4. Prepara il conteggio finale: retribuzione, tredicesima, ferie, TFR, e paga entro la data indicata.
  5. Comunica la cessazione all’INPS entro cinque giorni e paga i contributi dell’ultimo trimestre.

Errori che creano problemi dopo

  • Licenziare la lavoratrice in gravidanza o durante il congedo di maternità: il CCNL lo vieta, salvo giusta causa.
  • Mandare via la badante convivente dall’oggi al domani senza preavviso né indennità.
  • Dimenticare il TFR, che spetta anche nei rapporti brevi o a poche ore.
  • Non comunicare la cessazione all’INPS, continuando a risultare datore di lavoro.

Per completare il documento

Domande frequenti

Quanti giorni di preavviso spettano alla colf?

Dipendono dall’anzianità e dall’orario: il CCNL prevede ad esempio 15 giorni di calendario fino a cinque anni di anzianità e 30 giorni oltre, per chi lavora almeno 25 ore settimanali, e termini più brevi per orari inferiori. Verifica la tabella del CCNL in vigore.

Serve un motivo per licenziare una colf?

No: nel lavoro domestico il recesso è libero, purché con preavviso. Il motivo serve solo se vuoi licenziare senza preavviso per giusta causa.

La colf licenziata ha diritto alla NASpI?

Sì, il licenziamento è una perdita involontaria del lavoro: se ha i requisiti contributivi può chiedere la NASpI all’INPS.

Se muore l’assistito devo licenziare la badante?

Il rapporto cessa con la morte del datore di lavoro o dell’assistito; gli eredi o il familiare datore devono comunque pagare le competenze finali e l’indennità sostitutiva del preavviso e comunicare la cessazione all’INPS.

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