Autocertificazione dello stato civile: fac simile da compilare

L’autocertificazione dello stato civile è la dichiarazione sostitutiva con cui attesti di essere celibe o nubile, coniugato/a, unito/a civilmente, vedovo/a o divorziato/a (stato libero), al posto del certificato del Comune, come consente l’art. 46 del DPR 445/2000. Gli uffici pubblici e i gestori di pubblici servizi devono accettarla; la separazione, anche legale, non cambia lo stato civile, perciò chi è separato resta coniugato fino al divorzio.

Aggiornato il:

Si usa per concorsi, graduatorie, pratiche con INPS e Comune e ogni volta che un ente deve sapere se hai un coniuge o una parte dell’unione civile: pensione ai superstiti, assegni e detrazioni per il coniuge, assegnazione di alloggi, bandi che danno punteggio alla composizione familiare. Basta barrare lo stato giusto e, se sei sposato o unito civilmente, indicare il nome del coniuge o del partner con data e Comune dell’atto; vedovi e divorziati aggiungono la data del decesso o gli estremi del divorzio.

All’estero l’autocertificazione italiana di regola non vale: per pratiche presso autorità straniere serve un certificato del Comune, eventualmente plurilingue, e per sposarsi in un altro Paese il certificato di capacità matrimoniale o il nulla osta richiesto da quel Paese. In Italia i privati possono accettarla, ma il notaio che riceve un atto di compravendita chiede di regola l’estratto dell’atto di matrimonio, perché deve conoscere con certezza il regime patrimoniale dei coniugi.

Quando serve questo documento

  • Domande di concorso, graduatorie e bandi pubblici che chiedono lo stato civile o la composizione familiare.
  • Pratiche con INPS, Comune o ASL, come la pensione di reversibilità, gli assegni e le detrazioni per il coniuge.
  • Richieste di prestazioni o agevolazioni legate al coniuge o alla parte dell’unione civile.
  • Banche, assicurazioni e altri privati che accettano l’autocertificazione al posto del certificato.

Cosa deve contenere

  • Dati anagrafici completi e codice fiscale del dichiarante.
  • Uno solo degli stati civili previsti, senza formule ambigue come «separato/a».
  • Per coniugati e uniti civilmente: nome del coniuge o del partner, data e Comune dell’atto.
  • Per vedovi e divorziati: data del decesso del coniuge o estremi della sentenza o dell’accordo di divorzio.
  • Se l’ente lo chiede, il regime patrimoniale della famiglia: comunione o separazione dei beni.
  • Richiamo alle sanzioni penali dell’art. 76 del DPR 445/2000.
  • Luogo, data, firma e copia di un documento d’identità.

Fac simile pronto da copiare

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DELLO STATO CIVILE (art. 46 D.P.R. 445/2000)

Il/La sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO DI NASCITA] ([PROVINCIA]) il [DATA DI NASCITA], codice fiscale [CODICE FISCALE], residente a [COMUNE] ([PROVINCIA]) in [VIA E NUMERO CIVICO],

consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le dichiarazioni mendaci e della decadenza dai benefici prevista dall’art. 75,

DICHIARA

di trovarsi nel seguente stato civile (barrare una sola voce):

□ celibe / nubile, mai coniugato/a né unito/a civilmente;

□ coniugato/a con [NOME E COGNOME DEL CONIUGE], matrimonio celebrato a [COMUNE] il [DATA];

□ unito/a civilmente con [NOME E COGNOME], unione costituita nel Comune di [COMUNE] il [DATA];

□ vedovo/a di [NOME E COGNOME], deceduto/a a [LUOGO] il [DATA];

□ divorziato/a, di stato libero, in forza di [ESTREMI DELLA SENTENZA O DELL’ACCORDO DI DIVORZIO];

□ di stato libero per scioglimento dell’unione civile con [NOME E COGNOME], avvenuto il [DATA].

La presente dichiarazione è resa ai fini di [PRATICA O ENTE DESTINATARIO].

Informativa: i dati sono trattati ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 solo per il procedimento per cui la dichiarazione è resa.

Luogo e data: [LUOGO], [DATA]

Dichiarazione esente da imposta di bollo e da autenticazione della firma.

Il/La dichiarante ______________________________
Allegato: copia di un documento d’identità in corso di validità.

Riferimento normativo: D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 46 (stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero), artt. 75 e 76; Legge 20 maggio 2016, n. 76 (unioni civili).

Come compilarlo, passo per passo

  1. Verifica il tuo stato civile così come risulta all’anagrafe: in caso di dubbio controlla sul portale ANPR con SPID o CIE.
  2. Barra una sola voce e cancella le altre prima di stampare, così il modulo non lascia dubbi all’impiegato.
  3. Se sei coniugato, unito civilmente, vedovo o divorziato, completa nomi, date e Comuni degli atti copiandoli dai documenti.
  4. Scrivi a quale pratica serve, firma e allega la copia del documento, oppure firma davanti all’impiegato.
  5. Per un uso all’estero chiedi al Comune il certificato, anche plurilingue, invece dell’autocertificazione.

Errori che creano problemi dopo

  • Dichiararsi «separato/a»: la separazione non è uno stato civile e chi è separato resta coniugato fino al divorzio.
  • Dichiararsi divorziato/a prima che la sentenza sia passata in giudicato o che l’accordo di divorzio sia stato trascritto.
  • Usare l’autocertificazione per sposarsi all’estero o davanti a un’autorità straniera, che di regola chiede un documento ufficiale.
  • Pretendere che un privato la accetti senza discutere: banche e notai possono chiedere il certificato o l’estratto.

Per completare il documento

Domande frequenti

Chi è separato cosa scrive nell’autocertificazione di stato civile?

Coniugato/a. La separazione personale, consensuale o giudiziale, fa cessare alcuni obblighi tra i coniugi ma non scioglie il matrimonio: lo stato civile cambia solo con il divorzio. Se l’ente lo chiede, puoi aggiungere di essere legalmente separato indicando il provvedimento.

Cosa significa «stato libero»?

È la condizione di chi non è legato da matrimonio o da unione civile: il celibe o la nubile, il vedovo e chi ha divorziato o ha sciolto l’unione civile. Molti moduli chiedono proprio di dichiarare lo stato libero, senza distinguere tra le quattro situazioni.

L’autocertificazione di stato civile serve per sposarsi?

In Italia le pubblicazioni di matrimonio si chiedono in Comune, che acquisisce i dati d’ufficio. Per sposarsi all’estero serve la documentazione richiesta da quel Paese, di solito il certificato di capacità matrimoniale o il nulla osta rilasciati dal Comune o dal consolato.

Il notaio accetta l’autocertificazione di stato civile?

Per una compravendita o una donazione il notaio deve accertare il regime patrimoniale dei coniugi e chiede di regola l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio, dove sono annotate le convenzioni di separazione dei beni. L’autocertificazione resta utile per gli altri uffici coinvolti nella pratica.

Quanto vale l’autocertificazione dello stato civile?

Descrive la situazione del giorno in cui la firmi e ha la stessa validità del certificato che sostituisce, cioè sei mesi. Se nel frattempo lo stato civile cambia, va rifatta.

I modelli di questa pagina sono testi di riferimento, non consulenza legale. Termini, importi e adempimenti cambiano da caso a caso; per contratti di valore o situazioni delicate fatti controllare il testo da un professionista prima di firmare.